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Pagina Chi siamo: cosa scrivere ed esempi per il sito

Pagina Chi siamo: cosa scrivere, struttura ed esempi per il sito web, errori da evitare e perché Google la usa per capire chi è responsabile del sito.

Pagina Chi siamo di un panificio con nomi, sede e orari reali, accanto alla checklist di cosa chiedono le linee guida dei quality rater di Google

La pagina Chi siamo è la pagina del sito che spiega cosa fate, per chi e dove, chi sono le persone dell’azienda, come lavorate e come trovarvi. Niente slogan: fatti che un cliente può verificare. È la pagina in cui un potenziale cliente va a capire con chi ha a che fare, ed è anche uno dei punti in cui Google cerca chi è responsabile del sito.

Perché la pagina Chi siamo conta per clienti, Google e AI

Conta perché è dove tutti verificano chi c’è dietro il sito.

Per i clienti è una verifica prima di chiamare o comprare: esiste davvero un’azienda? Chi risponde? Dove si trova?

Per Google il tema è la fiducia. Le linee guida dei quality rater (versione dell’11 settembre 2025) dicono che per ogni sito deve essere chiaro chi è responsabile, e che di solito lo si capisce dalle pagine “chi siamo” o “contatti”. Per i siti che gestiscono denaro, come i negozi online, contatti e informazioni di assistenza sono definiti “estremamente importanti”. Le stesse linee guida spiegano che la fiducia è l’elemento più importante di E-E-A-T (esperienza, competenza, autorevolezza, affidabilità).

Due precisazioni oneste. I quality rater non decidono il posizionamento dei siti: le loro valutazioni servono a Google per verificare se i risultati funzionano. E la guida di Google sui contenuti utili (aggiornata il 1° ottobre 2026) specifica che E-E-A-T non è di per sé un fattore di ranking. Però descrive esattamente cosa Google considera affidabile.

Per gli assistenti AI vale una logica simile: per citare un’azienda devono capire chi è, cosa fa e dove opera. Una pagina chiara, con gli stessi dati del profilo Google e dei social, rende il lavoro più semplice. Ne parliamo in come farsi trovare su Google e sulle AI.

Cosa scrivere nella pagina Chi siamo: la struttura

Sei blocchi, in quest’ordine:

  1. Chi siete in una frase. Cosa fate, per chi, in quale zona. “Panificio artigianale a Lamezia Terme: pane a lievito madre per famiglie, bar e ristoranti della zona.”
  2. La storia, breve e vera. Come è nata l’attività, cosa è cambiato, perché fate le cose in un certo modo. Bastano poche righe.
  3. Le persone. Nomi, ruoli, foto reali. Chi risponde al telefono, chi segue i lavori, chi firma i preventivi.
  4. Come lavorate. I passaggi dal primo contatto alla consegna: sopralluogo, preventivo, tempi, assistenza.
  5. Le prove. Foto della sede e dei lavori, recensioni, certificazioni o iscrizioni ad albi se le avete. Solo cose verificabili.
  6. I dati aziendali e un invito all’azione. Ragione sociale, sede, zona servita, partita IVA e un pulsante verso i contatti. Come scrivere il testo del pulsante lo spieghiamo in call to action: esempi.

Sulla partita IVA c’è anche un obbligo: l’art. 35 del D.P.R. 633/1972 prevede che sia indicata nella home page del sito. Ripeterla nel Chi siamo aiuta chi cerca conferme.

Pagina Chi siamo: un esempio di traccia

Per un’impresa edile la pagina potrebbe seguire questo schema:

  • Titolo: “Ristrutturazioni a Catanzaro e provincia, con un solo referente dall’inizio alla fine”
  • Paragrafo d’apertura: chi siete, dove lavorate, che tipo di lavori fate e quali no.
  • Il team: tre o quattro schede con foto, nome, ruolo e una riga su cosa segue ciascuno.
  • Come lavoriamo: quattro passaggi numerati.
  • Dove siamo: indirizzo, zona servita, orari.
  • Chiusura: “Raccontaci il tuo progetto” con il pulsante verso il modulo.

Anche l’ordine dei blocchi è una scelta di esperienza d’uso, non solo di grafica: vedi differenza tra UX e UI.

Errori da evitare nel Chi siamo

Il filo comune è uno: tutto ciò che non si può verificare toglie fiducia.

  • Frasi che vanno bene per chiunque: “passione, professionalità, esperienza”. Se la frase funziona anche per un concorrente, non dice nulla.
  • Foto stock di uffici e strette di mano. Si riconoscono subito.
  • Persone inventate o foto generate dall’AI. Google le cita espressamente tra le pratiche che danneggiano la fiducia.
  • Numeri non verificabili: “migliaia di clienti soddisfatti” senza nessun riscontro.
  • Nessun indirizzo, nessun nome. Un sito senza responsabili visibili è il primo segnale di poca affidabilità.
  • Tono diverso dal resto del sito. Il Chi siamo deve suonare come voi: ne parliamo in tone of voice.

Il Chi siamo lavora insieme alle altre pagine: se l’obiettivo è trasformare le visite in richieste, leggi anche sito web aziendale: come generare contatti.

In sintesi

Una buona pagina Chi siamo risponde a tre domande: chi siete, come lavorate, dove trovarvi. Con nomi, foto e dati veri, convince i clienti e mostra a Google chi è responsabile del sito. Tech To Business, web agency di Catanzaro, scrive e progetta le pagine del sito partendo da domande concrete per attività in Calabria: scopri la realizzazione siti web a Catanzaro.

Domande rapide

Cosa scrivere nella pagina Chi siamo?

Nella pagina Chi siamo vanno una frase che dica cosa fate, per chi e dove; una storia breve e vera; nomi, ruoli e foto reali delle persone; come lavorate dal primo contatto alla consegna; sede, ragione sociale, partita IVA e contatti; infine un invito chiaro a contattarvi.

La pagina Chi siamo conta per Google?

La pagina Chi siamo conta per Google in modo indiretto. Le linee guida dei quality rater di Google chiedono che sia chiaro chi è responsabile del sito e indicano le pagine chi siamo e contatti come il posto dove verificarlo. La fiducia è considerata l’elemento più importante di E-E-A-T.

Posso usare foto stock o immagini generate con l’AI nel Chi siamo?

Per persone e sede meglio di no. Google avverte che inventare profili, ad esempio con foto generate dall’AI, nomi falsi o credenziali inesistenti, danneggia la fiducia. Nella pagina Chi siamo foto reali del team e del luogo di lavoro sono più credibili anche per i clienti.

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