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Sito web aziendale: cosa deve avere per generare contatti

Gli elementi che trasformano le visite di un sito aziendale in richieste concrete: struttura, contenuti, prove di affidabilità, form e velocità su mobile.

Imbuto di conversione di un sito aziendale: da 1.000 visite a 64 contatti, con la lista di cosa deve avere il sito

La domanda arriva quasi sempre nella stessa forma: “il sito lo abbiamo, ma non porta niente”. Nella grande maggioranza dei casi il problema non è il traffico, è che il sito non chiede nulla a chi lo visita.

Le prime tre righe decidono tutto

Chi arriva sul sito si pone tre domande in pochi secondi: di cosa si occupano, riguarda me, cosa devo fare adesso. La prima schermata deve rispondere a tutte e tre:

  • una promessa chiara: cosa fai e quale problema risolvi, in una riga leggibile;
  • una precisazione: per chi, in quale zona, con quale differenza rispetto agli altri;
  • un’azione unica e concreta: “Richiedi un preventivo”, “Prenota una consulenza”, “Scrivici su WhatsApp”.

Slogan generici, immagini decorative e frasi come “soluzioni innovative a 360 gradi” occupano lo spazio più prezioso della pagina senza dire niente.

Una pagina per ogni servizio

I siti che generano contatti quasi sempre hanno pagine di servizio dedicate, non un elenco puntato in home. Ogni pagina dovrebbe contenere:

  1. il problema di partenza, descritto con le parole del cliente;
  2. cosa comprende il servizio, in concreto;
  3. come si svolge il lavoro, per fasi;
  4. prove: lavori fatti, numeri, referenze;
  5. la stessa call to action, ripetuta alla fine.

È anche il modo migliore per essere trovati: le ricerche sono specifiche, e una pagina specifica risponde meglio di una home che parla di tutto.

Le prove di affidabilità vicino alla decisione

Recensioni, loghi dei clienti, casi studio, certificazioni, foto della sede e del team: servono a rispondere alla domanda silenziosa “posso fidarmi?”. L’errore tipico è metterle tutte in fondo, in una pagina “referenze” che non apre nessuno. Vanno accanto al punto in cui la persona decide: sopra il form, vicino al bottone, dentro la pagina di servizio.

Il form: meno campi, più risposte

Ogni campo in più è un motivo in più per non compilare. Regole pratiche:

  • chiedi solo ciò che serve per poter richiamare;
  • indica cosa succede dopo l’invio e in quanto tempo si viene ricontattati;
  • valida gli errori mentre si scrive, non dopo l’invio;
  • affianca sempre un canale alternativo: telefono o WhatsApp convertono più di un form per molte attività locali.

Velocità e mobile non sono dettagli tecnici

La maggioranza delle visite arriva da smartphone, spesso in movimento e con connessioni non ideali. Un sito lento perde persone prima ancora di essere letto, e le pagine che si spostano mentre caricano fanno sbagliare il tocco sul bottone. Velocità, stabilità del layout e reattività sono, a tutti gli effetti, elementi di conversione — non solo parametri da report.

Cosa misurare per capire se funziona

Non le visite: le richieste. Il minimo indispensabile è sapere quanti contatti arrivano ogni mese, da quali pagine, da quale canale e quanti diventano clienti. Senza questi quattro dati ogni modifica al sito è una questione di gusto personale.

Se vuoi un confronto sul tuo sito attuale, dai un’occhiata anche a restyling o rifacimento e alla pagina servizi.

Domande rapide

Perché il mio sito ha visite ma nessuna richiesta?

Nella maggior parte dei casi perché non chiede niente. Se la pagina racconta l'azienda senza dire con chiarezza cosa risolve, per chi, e quale sia il passo successivo, il visitatore legge e se ne va senza compiere alcuna azione.

Quanti campi deve avere il form di contatto?

Il minimo necessario per poter rispondere: di solito nome, un recapito e il messaggio. Ogni campo aggiuntivo riduce le compilazioni, e i dati mancanti si possono sempre chiedere nella risposta.

Dove va messa la call to action principale?

Nella prima schermata, subito sotto la promessa di valore, e poi ripetuta lungo la pagina nei punti di decisione. Su mobile deve essere raggiungibile senza scorrere a lungo e con un testo che dica l'azione, non "clicca qui".

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