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Brand e web design

Tone of voice: cos’è, esempi e come definirlo per il brand

Tone of voice: cos’è, le 4 dimensioni del tono secondo Nielsen Norman Group, esempi di frasi e come applicarlo al brand su sito, social e Google.

Confronto tra frasi dal tono freddo e dal tono diretto, le 4 dimensioni del tono di Nielsen Norman Group e il dato sul 52% legato alla fiducia

Il tone of voice è il modo in cui un brand scrive e parla: le parole che sceglie, la lunghezza delle frasi, quanto è formale. Secondo Nielsen Norman Group si regola su quattro dimensioni: formale o colloquiale, serio o divertente, rispettoso o irriverente, neutro o entusiasta. Deciderlo e scriverlo serve a far suonare l’attività allo stesso modo su sito, social e Google.

Voce e tono: che differenza c’è

La voce è la personalità del brand e non cambia; il tono è come quella voce si adatta alla situazione. Spesso i due termini si usano come sinonimi, ma conviene separarli.

La guida di stile pubblica di Mailchimp lo dice in una riga: la voce è sempre la stessa, il tono cambia. Una gelateria può essere allegra in un post sui nuovi gusti e sobria nella risposta a un cliente che ha trovato il negozio chiuso. È la stessa voce, con due toni.

Il tone of voice è uno degli elementi della brand identity, insieme a nome, logo, colori e font.

Le 4 dimensioni del tone of voice

Nell’articolo di Kate Moran per Nielsen Norman Group (2016, rivisto ad agosto 2023) il tono si descrive come una posizione su quattro assi.

Dimensione Un estremo L’altro estremo
Formale ↔ colloquiale “La informiamo che” “Ti avvisiamo che”
Serio ↔ divertente un’informazione asciutta una battuta
Rispettoso ↔ irriverente rispetto per l’argomento e per il lettore ironia e provocazione
Neutro ↔ entusiasta “Il nuovo servizio è disponibile” “Finalmente è arrivato!”

Nei test con 50 partecipanti, testi che variavano su questi assi hanno prodotto differenze statisticamente significative nel modo in cui gli utenti giudicavano i siti, per esempio su cordialità e formalità.

Tono scherzoso o serio? Prima la fiducia

Per la maggior parte delle attività conta più sembrare affidabili che simpatici. In uno studio collegato, NN/g ha misurato l’effetto del tono sulla percezione del brand. I risultati più utili per una PMI:

  • la fiducia spiega il 52% della variabilità nel gradimento di un brand; la cordialità aggiunge solo un 8%;
  • un testo scherzoso per un’assicurazione è stato giudicato più amichevole ma meno affidabile;
  • un testo colloquiale per una banca ha ottenuto più fiducia del corrispettivo formale ed è stato percepito come “avvicinabile”.

La lezione: colloquiale sì, se resta chiaro. L’umorismo solo dove non mette in dubbio la serietà. Nei settori dove il cliente cerca sicurezza, come salute, finanza o servizi legali, meglio un tono chiaro e rispettoso.

Tone of voice: esempi di frasi

Stessa informazione, tono diverso.

  • “Si comunica che in data 15 agosto l’esercizio resterà chiuso” → “Il 15 agosto siamo chiusi.”
  • “Non è possibile procedere con la richiesta” → “Manca un dato: la data di consegna.”
  • “Compilare il modulo sottostante” → “Scrivici dal modulo qui sotto.”

Le versioni in grassetto sono più brevi, usano il “tu” o il “noi” e dicono cosa fare.

Come applicare il tono di voce a sito, social e Google

Lo stesso tono va portato su ogni canale in cui l’attività scrive.

  • Sito. Titoli chiari, frasi brevi, parole che usano i clienti e non il gergo di settore. Anche pulsanti e messaggi di errore hanno un tono.
  • Social. Stessa voce, tono un po’ più leggero se il settore lo consente. Le risposte ai commenti contano quanto i post.
  • Google. Post del Profilo dell’attività e risposte alle recensioni, comprese quelle negative, sono testi pubblici che i clienti leggono prima di sceglierti. Come curare la scheda è spiegato in ottimizzare il Google Business Profile.
  • AI e motori di ricerca. Testi chiari e diretti, che rispondono subito alla domanda, sono anche più facili da capire e citare. Ne parliamo in come farsi trovare su Google e sulle AI.

Come scrivere le linee guida del tone of voice

Basta un documento di una pagina:

  1. dove si colloca il brand su ciascuna delle 4 dimensioni;
  2. 4-5 regole (“diamo del tu”, “niente punti esclamativi nei titoli”);
  3. esempi “sì / no” per sito, social e recensioni;
  4. parole da usare e parole da evitare.

Questa pagina trova posto nel brand manual, accanto alle regole su logo e colori.

In sintesi

Il tone of voice è il modo in cui il brand scrive: una voce stabile, un tono che si adatta. Si definisce sulle 4 dimensioni di NN/g e va tenuto coerente su sito, social e Google, mettendo la fiducia prima della battuta. Tech To Business, web agency di Catanzaro, cura testi e risposte alle recensioni per attività in Calabria: scopri il servizio dedicato alla scheda Google Business Profile.

Domande rapide

Cos’è il tone of voice di un brand?

Il tone of voice è il modo in cui un brand scrive e parla con i clienti: scelta delle parole, lunghezza delle frasi, livello di formalità. La voce, cioè la personalità, resta stabile; il tono si adatta alla situazione, per esempio tra un post promozionale e la risposta a un reclamo.

Quali sono esempi di tone of voice nel marketing?

Un esempio di tone of voice nel marketing è la scelta tra “Gentile cliente, la informiamo che” e “Ti avvisiamo che”. Una banca può scegliere un tono colloquiale ma serio, una gelateria uno più allegro. Nei test di Nielsen Norman Group un tono scherzoso per un’assicurazione è risultato meno affidabile.

Cosa sono le tone of voice guidelines?

Le tone of voice guidelines sono le regole scritte sul modo di comunicare di un brand: posizione sulle quattro dimensioni del tono, poche regole pratiche, esempi “sì/no” e parole da usare o evitare. Servono a chi scrive testi, post e risposte alle recensioni per mantenere la stessa voce.

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