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Brand e web design

Brand manual e immagine coordinata: cos’è e cosa contiene

Brand manual: cos’è, cosa deve contenere (logo, colori, font, tono, applicazioni), come crea l’immagine coordinata aziendale e perché fa risparmiare.

Confronto tra materiali aziendali senza regole e con brand manual, checklist dei contenuti del manuale e file CSS con i colori del marchio

Un brand manual è il documento che mette per iscritto le regole d’uso del tuo marchio: come si usa il logo, quali colori e font, che tono avere nei testi. L’immagine coordinata è ciò che ne esce: sito, social, biglietti da visita, insegna e documenti che sembrano usciti dalla stessa mano, anche quando li realizzano fornitori diversi. Per una PMI non serve un volume: servono poche pagine chiare e i file giusti.

Brand manual e immagine coordinata: la differenza

Il brand manual è la regola, l’immagine coordinata è il risultato.

Aspetto Brand manual Immagine coordinata
Cos’è il documento con le regole d’uso del marchio i materiali che applicano quelle regole
Esempi logo, codici colore, font, tono di voce sito, social, biglietti, carta intestata, insegna
Chi lo usa grafici, tipografi, agenzie, chi gestisce i social i clienti, che lo vedono

Il problema che risolve un brand manual

Elimina le incoerenze tra fornitori. Succede quasi sempre così. Il logo l’ha disegnato un grafico anni fa, il sito l’ha fatto un’agenzia, il tipografo ha recuperato un PNG dal sito, l’insegna l’ha realizzata un altro fornitore ancora. Risultato:

  • tre verdi diversi tra sito, volantino e insegna;
  • logo sgranato o deformato per farlo entrare in uno spazio;
  • font scelti a caso nei post;
  • ogni nuovo lavoro parte con la stessa domanda: “mi mandi il logo in alta risoluzione?”.

Il brand manual elimina queste discussioni. Lo scrivi una volta, lo consegni a tutti.

Cosa contiene un brand manual

Contiene cinque blocchi: logo, colori, tipografia, tono di voce e applicazioni.

  • Le versioni: orizzontale, verticale, solo icona, monocromatica (positivo e negativo).
  • L’area di rispetto, cioè lo spazio vuoto minimo intorno al marchio.
  • La dimensione minima sotto cui il logo non è più leggibile.
  • Gli usi vietati: stirarlo, cambiarne i colori, aggiungere ombre, metterlo su fondi che lo rendono illeggibile.

Il tutto con i file vettoriali (SVG, PDF, EPS) oltre ai PNG. Ne parliamo in logo aziendale: professionale o fatto con l’AI.

2. Colori

Ogni colore con i suoi codici: HEX e RGB per sito e social, CMYK e Pantone per la stampa. Meglio indicare anche quali combinazioni testo/sfondo sono leggibili: le linee guida WCAG del W3C chiedono un contrasto di almeno 4,5:1 per il testo normale. Come sceglierli lo spieghiamo in palette colori del brand.

3. Tipografia

Un font per i titoli, uno per i testi, con pesi e dimensioni. E un’alternativa per quando il font non è disponibile (per esempio in Word o nelle email).

4. Tono di voce

Come scrivi ai clienti: dai del tu o del lei, frasi brevi o tecniche, con esempi di frasi giuste e sbagliate. Approfondiamo in tone of voice del brand.

5. Applicazioni

Esempi pronti delle cose che usi davvero: intestazione del sito, post e storie, biglietto da visita, carta intestata, firma email, insegna, adesivi per i mezzi, divise.

Perché il brand manual fa risparmiare

Fa risparmiare tempo e correzioni, perché ogni fornitore parte dalle stesse regole.

  • Meno giri di correzioni con tipografi, grafici e fornitori: le regole sono già scritte.
  • Nessun file da ricreare: logo e font sono in una cartella condivisa.
  • Social più veloci: chi li gestisce non deve interpretare il marchio ogni volta.
  • Sito e stampa allineati: gli stessi codici colore finiscono nel CSS del sito e nei file del tipografo.
  • Coerenza anche su Google: le linee guida del Profilo dell’attività chiedono che il nome sia quello reale, usato in negozio, sul sito web e sulla cancelleria. Un nome scritto in tre modi diversi crea confusione, alle persone e ai motori di ricerca.

Quanto deve essere lungo: esempi e versione essenziale

Dipende dall’azienda. I grandi manuali storici erano molto dettagliati: quello della metropolitana di New York, curato nel 1970 da Massimo Vignelli e Bob Noorda per Unimark, fissava caratteri, colori delle linee e segnaletica fin nei dettagli. Una PMI può partire da una versione essenziale:

  1. logo, versioni e usi vietati;
  2. colori con tutti i codici;
  3. font;
  4. tono di voce in mezza pagina;
  5. le 4-5 applicazioni che usi di più.

Va aggiornato quando cambia qualcosa, non riscritto ogni anno. Se stai valutando un cambio più profondo, leggi prima rebranding: quando farlo.

Cosa chiedere alla tua agenzia o al tuo grafico

Chiedi tre cose, prima di chiudere il lavoro:

  • Il brand manual in PDF, più la cartella con logo e font nei formati sorgente.
  • I codici colore già usati nel sito, così coincidono con quelli di stampa.
  • Che i diritti d’uso di logo e font siano chiari e intestati all’azienda.

Vale con qualsiasi fornitore: uno studio grafico o un’agenzia di comunicazione, a Catanzaro come a Reggio Calabria, dovrebbe consegnare questi file senza che tu debba chiederli due volte.

In sintesi

Il brand manual trasforma la tua identità in regole che chiunque può seguire, e l’immagine coordinata diventa una conseguenza, non un caso. È il punto di arrivo pratico della brand identity. Tech To Business, web agency di Catanzaro, costruisce siti coerenti con il brand manual per attività in Calabria: scopri come lavora una web agency a Catanzaro come la nostra.

Domande rapide

Cos’è un brand manual?

Il brand manual è il documento che raccoglie le regole d’uso del marchio: versioni del logo e usi vietati, colori con i codici per digitale e stampa, font, tono di voce ed esempi di applicazione. Si consegna a chiunque realizzi materiali per l’azienda, così il risultato resta coerente.

Cos’è l’immagine coordinata aziendale?

L’immagine coordinata aziendale è il risultato visibile delle regole del brand manual: sito web, profili social, biglietti da visita, carta intestata, insegna, mezzi e divise che si riconoscono come appartenenti alla stessa azienda, anche quando li realizzano fornitori diversi in momenti diversi.

Quali sono esempi di immagine coordinata per una piccola impresa?

Per una piccola impresa l’immagine coordinata comprende di solito biglietto da visita, carta intestata, firma email, intestazione del sito, modelli di post, insegna e adesivi per i mezzi. Basta un brand manual essenziale con logo, codici colore e font perché tutti questi materiali risultino coerenti.

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