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Brand e web design

Logo aziendale: professionale o creato con l’AI?

Logo aziendale con AI, Canva o da un grafico professionista: cosa cambia per diritti, marchio e file vettoriali, con le regole 2025 sulle opere AI.

Confronto tra logo da AI o template e logo su misura, codice SVG di un logo vettoriale e checklist dei file e dei diritti da farsi consegnare

Un logo aziendale si può fare in tre modi: generarlo con l’AI, adattare un template (per esempio su Canva) o farlo disegnare da un professionista. La differenza non è solo estetica. Un logo uscito da un prompt o preso da un template può non essere tuo: difficile da tutelare, spesso non registrabile come marchio, di solito consegnato senza i file giusti. Ecco cosa sapere prima di stamparlo sull’insegna.

Logo con l’AI: è davvero tuo?

Un logo generato solo con l’AI, senza un intervento creativo umano, ha una tutela debole. Nel 2025 sono arrivate due prese di posizione chiare.

  • Stati Uniti. Il 29 gennaio 2025 l’Ufficio Copyright ha pubblicato la seconda parte del suo rapporto sull’AI. Conclusione: i soli prompt non danno un controllo umano sufficiente. Il materiale generato interamente dall’AI non è protetto; è protetto il contributo creativo umano riconoscibile, come modifiche, selezione e composizione.
  • Italia. La legge 132/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 e in vigore dal 10 ottobre 2025, ha modificato la legge sul diritto d’autore: sono tutelate le opere dell’ingegno umano, anche create con l’ausilio dell’AI, purché siano risultato del lavoro intellettuale dell’autore. La norma non fissa una soglia minima di intervento umano.

In pratica, un logo generato e usato così com’è parte da una posizione debole. L’AI resta utile per esplorare idee e direzioni, ma il segno finale va disegnato e rielaborato da una persona. Sul tema più ampio dei siti fatti con l’AI c’è un approfondimento in sito web con intelligenza artificiale.

Logo con Canva e template: si può registrare?

Di solito no. Canva lo scrive nel suo centro assistenza: i template di logo sono personalizzabili e utilizzabili da chiunque, quindi i diritti sono non esclusivi e non si possono registrare come marchio. Lo stesso vale per foto e grafiche di stock della piattaforma. Sono ammessi i font e le forme di base, ma gli elementi del logo devono essere esclusivi.

Per un’attività che vuole crescere, aprire un secondo punto vendita o vendere online, è un limite concreto.

Logo aziendale professionale: quando conviene un grafico

Conviene quando il logo deve durare, essere esclusivo e diventare un marchio. Il confronto in breve:

Aspetto AI o template Logo professionale su misura
Esclusività non garantita elementi esclusivi
Tutela incerta diritti ceduti per iscritto
Marchio un template spesso non è registrabile un logo originale sì
File spesso solo un PNG kit vettoriale completo

Il vantaggio non è “avere un grafico”. È ricevere un segno pensato per l’attività, verificato e consegnato in tutte le versioni che servono, coerente con il resto della brand identity. Per un’attività di Catanzaro o di Cosenza che cerca un grafico o uno studio grafico, la domanda da fare prima del preventivo è proprio questa: quali file e quali diritti mi consegnate?

Logo aziendale in formato vettoriale: i file da farsi consegnare

Qualunque strada si scelga, il logo deve arrivare con un kit completo.

  1. File vettoriali SVG e PDF: restano nitidi a qualunque dimensione, dall’icona del sito all’insegna.
  2. PNG con sfondo trasparente, per documenti e presentazioni.
  3. Versioni orizzontale, verticale e monocromatica, per gli spazi stretti e le stampe a un colore.
  4. Icona quadrata. Google Search Central (agosto 2026) chiede per la favicon un formato 1:1 e consiglia di superare i 48x48 pixel. Per le immagini del Profilo dell’attività, logo compreso, la guida di Google indica JPG o PNG tra 10 kB e 5 MB, con risoluzione consigliata 720x720 pixel.
  5. I codici colore usati nel logo, da riportare nella palette del brand.
  6. Un documento di cessione dei diritti di utilizzo, che chiarisca cosa puoi fare con il logo.

Questi file, con le regole d’uso, finiscono poi nel brand manual.

Come registrare il logo come marchio

Se il logo diventa un segno distintivo importante, si può registrare come marchio all’UIBM. Secondo l’UIBM la registrazione vale 10 anni dal deposito ed è rinnovabile; al rinnovo però il marchio deve essere identico: non si può modificarne la grafica. Per questo conviene registrare solo la versione definitiva, non una bozza.

In sintesi

L’AI e i template vanno bene per esplorare idee, non per il logo aziendale definitivo: senza un apporto creativo umano la tutela è incerta e un template non si può registrare come marchio. Fatti consegnare file vettoriali, versioni e diritti scritti. Tech To Business, web agency di Catanzaro, porta il logo su sito e Google per attività in Calabria, a partire dalla scheda Google Business Profile.

Domande rapide

Un logo creato con l’AI è protetto dal diritto d’autore?

Un logo creato con l’AI usando solo un prompt parte da una posizione debole. L’Ufficio Copyright USA (gennaio 2025) ha stabilito che i prompt da soli non bastano, e la legge italiana 132/2025 tutela le opere create con l’ausilio dell’AI solo se sono risultato del lavoro intellettuale dell’autore.

Posso registrare come marchio un logo fatto con Canva?

Un logo fatto con Canva non è registrabile se è basato su un template o su elementi grafici di stock: Canva spiega che i suoi template sono usabili da chiunque, quindi i diritti non sono esclusivi. Si possono usare i font e le forme di base, ma gli elementi del logo devono essere esclusivi.

In che formato vettoriale va consegnato un logo aziendale?

Un logo aziendale va consegnato in SVG e PDF vettoriali per stampa e insegne, insieme a PNG con sfondo trasparente per sito e documenti. Servono anche le versioni orizzontale, verticale e monocromatica, un’icona quadrata per favicon e social e un documento scritto di cessione dei diritti di utilizzo.

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