Per un’attività che lavora su un territorio, buona parte delle richieste non nasce da una ricerca sul sito: nasce da una ricerca su Google Maps o da un “vicino a me” digitato dal telefono. La scheda Google Business Profile — quella che tutti chiamano ancora Google My Business — è lo strumento che decide se compari in quel momento.
Le informazioni di base valgono più di quanto sembri
Prima di qualunque tecnica, la scheda deve essere completa e coerente:
- nome dell’attività esattamente come compare su insegna e documenti, senza parole chiave aggiunte (è contro le linee guida e può costare la sospensione);
- indirizzo identico a quello pubblicato sul sito e sugli altri portali;
- telefono locale e funzionante;
- orari aggiornati, festività comprese;
- link al sito, alla pagina giusta e non solo alla home.
La coerenza tra scheda, sito e altre citazioni online è uno dei segnali più semplici da sistemare e uno dei più trascurati.
Categorie e servizi: la parte che pesa di più
La categoria principale è la scelta che influenza di più per quali ricerche compari. Va scelta quella che descrive l’attività centrale, non quella più ampia. Le categorie secondarie aggiungono contesto, ma se ne servono troppe è probabile che il posizionamento si diluisca.
Sotto le categorie si compila l’elenco dei servizi, ognuno con la sua descrizione. È lo spazio in cui usare il linguaggio con cui le persone cercano davvero — “manutenzione sito web”, “sviluppo software gestionale” — senza forzature.
Foto, post e domande
Una scheda ferma comunica un’attività ferma. Tre abitudini semplici la tengono viva:
- Foto reali e recenti: sede, lavori, team, prodotti. Le immagini generiche da banca dati non aiutano nessuno.
- Post periodici: novità, servizi, casi. Non servono ogni giorno, serve continuità.
- Domande e risposte: si possono pubblicare le domande frequenti e rispondere pubblicamente. È l’equivalente locale di una FAQ, ed è spesso il primo contenuto che l’utente legge.
Le recensioni: come si gestiscono senza inventarle
Le recensioni contano per posizionamento e ancora di più per la decisione di chi legge. Le regole pratiche:
- chiedile dopo un lavoro concluso bene, a voce o con un link diretto;
- non comprarle e non scriverle: è il modo più rapido per perdere credibilità e, in certi casi, la scheda;
- rispondi a tutte, comprese quelle negative, con tono asciutto e informazioni concrete;
- una risposta pubblica ben scritta a una critica vale più di dieci recensioni entusiaste.
Come si misura se sta funzionando
Nel pannello della scheda trovi i dati che contano davvero: quante volte è stata mostrata, per quali ricerche, quante chiamate, quante richieste di indicazioni stradali, quanti clic verso il sito. Sono numeri più diretti di molte metriche di marketing: se le chiamate crescono, la scheda sta lavorando.
L’errore più comune
Configurare la scheda una volta e dimenticarla. Google Business Profile premia le attività attive: informazioni aggiornate, foto nuove, risposte alle recensioni, orari corretti nei periodi di chiusura. È manutenzione leggera ma continua — dieci minuti alla settimana valgono più di un intervento massiccio una volta all’anno.
Se vuoi che ce ne occupiamo noi, la trovi tra i servizi: creiamo e gestiamo la scheda lavorando su informazioni, categorie, servizi, contenuti e presenza su Maps.