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Sicurezza e normativa

Sito non sicuro su Chrome: cosa significa e come risolvere

Sito non sicuro: l’avviso di Chrome indica un sito senza HTTPS. Cosa cambia con Chrome 154, perché i certificati SSL durano meno e come risolvere.

Browser con l’avviso Non sicuro su un sito HTTP, cronologia delle novità di Chrome su HTTPS e checklist per mettere in sicurezza il sito

Se accanto all’indirizzo compare “Non sicuro”, il sito non è sicuro nel senso tecnico: non usa HTTPS e i dati tra il visitatore e il sito viaggiano senza cifratura. Chrome lo segnala dal 2018. Con Chrome 154, rilasciato il 22 settembre 2026, fa un passo in più e chiede conferma prima di aprire un sito pubblico senza HTTPS. Si risolve con un certificato SSL/TLS valido e qualche controllo.

Cosa significa “Non sicuro” su Chrome

“Non sicuro” significa che la pagina è servita in HTTP, cioè in chiaro. Chi controlla la rete, per esempio un Wi-Fi pubblico, può leggere o modificare ciò che passa: i dati di un modulo di contatto, una password, perfino il contenuto della pagina.

Un sito in HTTPS usa un certificato SSL/TLS che cifra la connessione e conferma che il dominio è quello giusto. Il lucchetto, o l’assenza dell’avviso, indica proprio questo. Non significa che il sito sia affidabile in assoluto: significa che la connessione è protetta.

Cosa sta cambiando in Chrome

Chrome è passato dall’avviso alla richiesta di conferma, in tre tappe.

  • Luglio 2018, Chrome 68: tutti i siti HTTP vengono segnati come “Non sicuro” (Chromium Blog, febbraio 2018).
  • Aprile 2026, Chrome 147: l’impostazione “Usa sempre connessioni sicure” diventa predefinita per chi usa la Protezione avanzata di Navigazione sicura.
  • 22 settembre 2026, Chrome 154: l’impostazione è predefinita per tutti. Chrome prova sempre HTTPS e, se il sito pubblico non lo supporta, chiede conferma prima di aprirlo (note di rilascio di Chrome 154).

Google lo aveva annunciato a ottobre 2025 sul suo blog di sicurezza, spiegando che le navigazioni pubbliche in HTTPS sono ormai il 98% su Windows e oltre il 99% su Android e Mac. Le reti private, come router e intranet aziendali, sono escluse dagli avvisi.

In pratica: un sito ancora in HTTP oggi è una minoranza, e il visitatore se ne accorge prima ancora di vedere la pagina.

Certificato HTTPS: perché ora scade prima

Avere HTTPS non basta, il certificato va rinnovato sempre più spesso. Il CA/Browser Forum, l’organismo che riunisce browser e autorità di certificazione, ad aprile 2025 ha approvato una riduzione progressiva della durata massima dei certificati:

Dal Durata massima del certificato
15 marzo 2026 200 giorni
15 marzo 2027 100 giorni
15 marzo 2029 47 giorni

Un certificato scaduto produce un errore a tutta pagina, peggiore del semplice “Non sicuro”. Con queste durate il rinnovo manuale non è più gestibile: serve il rinnovo automatico. Quando un sito smette di aprirsi le cause possono essere diverse, e le trovi in sito non raggiungibile: cause e soluzioni.

Sito non sicuro: come risolvere, la checklist

Per togliere l’avviso servono sei controlli.

  1. Certificato SSL/TLS valido per tutte le versioni del dominio, con e senza www.
  2. Reindirizzamento permanente (301) da http a https, su ogni pagina.
  3. Rinnovo automatico del certificato, verificato.
  4. Nessun contenuto misto: immagini, script, font e moduli devono essere caricati in https.
  5. Link interni e sitemap aggiornati con gli indirizzi https.
  6. Search Console controllata: il report HTTPS indica le pagine con problemi. Come leggerlo lo spieghiamo nella guida a Google Search Console.

Molti hosting includono certificati gratuiti con rinnovo automatico. Se il tuo non lo fa, è un buon motivo per rivedere il servizio: ne parliamo in hosting: cos’è e come sceglierlo.

HTTPS non è tutta la sicurezza

HTTPS protegge la connessione, non il sito. Un WordPress con plugin vecchi resta vulnerabile anche con il lucchetto. Aggiornamenti, backup e accessi protetti fanno parte della stessa manutenzione, come spieghiamo in manutenzione sito WordPress: cosa comprende.

In sintesi

“Non sicuro” significa che il sito non usa HTTPS. Da Chrome 154 l’avviso diventa una richiesta di conferma prima di entrare, e i certificati durano sempre meno. La soluzione è un certificato valido con rinnovo automatico, redirect corretti e nessun contenuto misto. Tech To Business, web agency di Catanzaro, configura HTTPS e rinnovo automatico nei siti che realizza per attività in Calabria: scopri come lavoriamo come web agency a Catanzaro.

Domande rapide

Sito non sicuro: come risolvere?

Per risolvere l’avviso sito non sicuro serve un certificato SSL/TLS valido installato sul server, un reindirizzamento permanente da http a https, il rinnovo automatico del certificato e la correzione dei contenuti misti, cioè immagini, script o moduli ancora caricati in http. Molti hosting offrono certificati gratuiti con rinnovo automatico.

Quali sono i rischi di un sito non sicuro?

Un sito non sicuro, cioè in HTTP, trasmette i dati senza cifratura. Chi controlla la rete, per esempio un Wi-Fi pubblico, può leggere o modificare i dati di un modulo, una password o il contenuto della pagina. In più Chrome mostra l’avviso “Non sicuro” e, da Chrome 154, chiede conferma prima di aprire il sito.

Cos’è il certificato HTTPS?

Il certificato HTTPS, chiamato anche certificato SSL/TLS, è il file installato sul server che cifra la connessione tra browser e sito e conferma che il dominio è quello giusto. Non garantisce che il sito sia affidabile in assoluto. Dal 15 marzo 2026 dura al massimo 200 giorni, quindi va rinnovato in automatico.

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