Un sito WordPress non è un oggetto finito: è un software in esecuzione, fatto di un core, di un tema e di plugin che vengono aggiornati di continuo da autori diversi. La manutenzione non è un servizio accessorio, è la condizione perché continui a funzionare.
Cosa comprende un contratto serio
Le voci che dovrebbero esserci sempre:
- Aggiornamenti di core, tema e plugin, fatti in un ambiente controllato e verificati dopo l’installazione.
- Backup periodici e — soprattutto — testati: un backup che nessuno ha mai provato a ripristinare non è un backup.
- Monitoraggio della sicurezza: scansioni, protezione dell’accesso, controllo dei file modificati, certificato SSL valido.
- Monitoraggio della disponibilità: sapere che il sito è offline prima che te lo dica un cliente.
- Controllo delle prestazioni: cache, immagini, database che cresce e rallenta le query.
- Assistenza: un canale per segnalare problemi con tempi di risposta dichiarati.
Molti canoni includono anche un monte ore per piccole modifiche: cambi di testo, sostituzione di immagini, aggiunta di una sezione. È la voce da chiarire per prima, perché è quella che genera i malintesi.
Le fasce di costo in Italia
Come ordine di grandezza:
- sito piccolo o personale: indicativamente 250-300 euro all’anno;
- sito vetrina aziendale: indicativamente 300-800 euro all’anno;
- e-commerce: indicativamente 800-2.000 euro all’anno, per via di plugin, gateway di pagamento e catalogo.
In alcuni pacchetti sono compresi dominio e hosting, in altri no: è la prima domanda da fare, perché cambia il confronto tra due preventivi apparentemente simili.
Cosa di solito non è incluso
- lo sviluppo di nuove funzionalità;
- la creazione di nuove pagine o sezioni complesse;
- il restyling grafico;
- la produzione di contenuti (testi, foto, video);
- il recupero da un attacco avvenuto prima dell’inizio del contratto;
- le campagne pubblicitarie e le attività SEO continuative.
Sono lavori legittimi da quotare a parte: il problema non è che siano esclusi, è scoprirlo dopo.
Perché rimandare costa più che pagare il canone
Il conto di un sito non mantenuto arriva sempre, in una di queste forme:
- aggiornamento rimandato troppo a lungo: quando finalmente si installa, il sito si rompe perché sono cambiate troppe cose insieme;
- compromissione: pagine iniettate, spam, avvisi di sicurezza nei risultati di ricerca, e giorni di lavoro per ripulire;
- danni indiretti: form che smette di inviare email senza che nessuno se ne accorga per settimane, e richieste perse.
Il terzo caso è il più frequente e il più costoso, perché non fa rumore.
Cosa chiedere prima di firmare
- Quali interventi sono inclusi e quali no, per iscritto.
- Frequenza e conservazione dei backup, e dove sono salvati.
- Tempi di risposta in caso di sito offline.
- Se è previsto un ambiente di prova per gli aggiornamenti.
- Se ricevi un report periodico di quanto è stato fatto.
- A chi restano dominio, hosting e accessi — vale per la manutenzione quanto per la realizzazione.
Se hai un sito fatto da altri e ti serve qualcuno che lo tenga in piedi, ce ne occupiamo anche in questo caso: vedi la voce manutenzione nella pagina servizi.