Il JavaScript rallenta il sito quando è troppo: la pagina si carica, ma poi risponde in ritardo ai clic. È il codice che fa funzionare menu, slider, moduli e chat. Secondo il Web Almanac 2025 di HTTP Archive (dati di luglio 2025), la pagina mobile mediana scarica 646 KB di JavaScript, e circa 251 KB non vengono usati durante il caricamento. Su uno smartphone quel codice rallenta ogni tocco.
Perché il JavaScript rallenta il sito
Il JavaScript rallenta il sito perché il browser deve eseguirlo prima di rispondere. L’HTML dà la struttura, il CSS l’aspetto, il JavaScript il comportamento: cosa succede quando apri un menu, scorri una galleria, invii un modulo, aggiungi un prodotto al carrello.
Il problema non è il JavaScript in sé. È la quantità. Il browser deve scaricarlo, leggerlo ed eseguirlo, e mentre lo fa non può rispondere all’utente. Sul computer la differenza si nota poco; sul telefono, con un processore meno potente, molto di più.
Quanto JavaScript carica un sito: i numeri del Web Almanac 2025
I siti scaricano sempre più codice, e non tutto serve. Il Web Almanac è il rapporto annuale di HTTP Archive che analizza milioni di siti. Nell’edizione 2025, pubblicata a gennaio 2026:
- la pagina mobile mediana carica 646 KB di JavaScript (708 KB su desktop), circa il 30% del peso della pagina;
- fa 22 richieste di file JavaScript;
- circa 251 KB di codice JavaScript, su mobile, resta inutilizzato;
- il Total Blocking Time mediano su mobile, cioè il tempo in cui il codice tiene occupata la pagina, è salito a 1.916 millisecondi, il 58% in più rispetto al 2024.
Come misura Google la lentezza: l’INP
Google misura la reattività ai clic con l’INP. Dal 12 marzo 2024 l’INP (Interaction to Next Paint) fa parte dei Core Web Vitals, al posto del vecchio FID. Misura quanto tempo passa tra un’interazione (clic, tocco, tasto) e la risposta visibile della pagina. Le soglie ufficiali indicate da web.dev:
- buono: fino a 200 millisecondi;
- da migliorare: tra 200 e 500 millisecondi;
- scarso: oltre 500 millisecondi.
Google considera il 75° percentile delle visite reali, separando mobile e desktop. Secondo il Web Almanac 2025 il 97% dei siti desktop ha un INP buono, su mobile solo il 77%. La differenza la fa proprio la potenza del telefono. Per il quadro completo di LCP, INP e CLS c’è la guida su velocità del sito web e Core Web Vitals.
Da dove arriva tutto questo codice
Raramente qualcuno decide di appesantire un sito: succede per accumulo.
- plugin e page builder che caricano i propri script su tutte le pagine, anche dove non servono;
- slider, popup e animazioni aggiunti per effetto;
- widget di terze parti: chat, recensioni, mappe, social;
- pixel e tag di tracciamento inseriti per campagne finite da mesi.
Sui siti WordPress il problema è frequente: ne parliamo in WordPress lento: come velocizzarlo. Un sito sviluppato su misura parte invece con il codice strettamente necessario, come spiegato in sito statico o dinamico.
Come ridurre il JavaScript: cosa chiedere alla tua agenzia
Non devi saper programmare. Ti bastano alcune domande precise:
- Quali script carica il sito e a cosa servono? Ogni file dovrebbe avere un motivo.
- Gli script non essenziali sono caricati dopo il contenuto? Gli attributi
defereasyncevitano che il codice blocchi la pagina. - Il codice viene caricato solo dove serve? Lo script del modulo contatti non deve pesare sulla home.
- Com’è l’INP del sito? Si controlla con PageSpeed Insights e nel report Core Web Vitals di Search Console.
- Chi rimuove plugin, widget e tag non più usati? È un lavoro da fare con la manutenzione periodica del sito.
In sintesi
Troppo JavaScript non rallenta solo il caricamento: rende il sito lento a rispondere, peggiora l’INP e fa perdere clienti proprio sul telefono. La soluzione è caricare solo il codice utile, nel momento giusto, e misurare i risultati. Tech To Business, web agency di Catanzaro, realizza siti leggeri e su misura per attività in Calabria: trovi come lavoriamo nella pagina realizzazione siti web a Catanzaro.