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Come fare un sito internet: i passi nell’ordine giusto

Come fare un sito internet per la tua attività: obiettivi, dominio, hosting, contenuti, sviluppo, SEO, messa online e manutenzione. La guida passo passo.

Pagina web di uno studio professionale vista nel browser, con i passaggi per fare un sito: obiettivi, dominio, hosting, contenuti, sviluppo, SEO e manutenzione

Fare un sito internet significa seguire otto passaggi, in quest’ordine: obiettivi, dominio, hosting, contenuti, sviluppo, SEO, messa online e manutenzione. Chi si chiede come fare un sito internet di solito pensa alla grafica, che però è solo una parte del lavoro. Quello che decide se il sito porta clienti sta prima (cosa deve fare e per chi) e dopo (chi lo aggiorna).

Come fare un sito internet: da dove si parte

Si parte dagli obiettivi, non dai colori. Prima di tutto scrivi su una pagina:

  • cosa deve ottenere il sito: richieste di preventivo, prenotazioni, vendite, fiducia;
  • chi sono i clienti e quali domande fanno prima di sceglierti;
  • cosa cercano su Google quando hanno bisogno di te.

Questa pagina orienta tutte le scelte successive, compreso il budget. Per farti un’idea dei costi c’è la guida quanto costa un sito web professionale.

Come si sceglie il dominio?

Il dominio è l’indirizzo del sito e va intestato a te, non all’agenzia. Il Registro .it, che gestisce oltre 3,5 milioni di domini .it (3.578.851 a fine aprile 2026), registra ogni nome per un anno con rinnovo automatico alla scadenza. Come scegliere il nome e l’estensione lo spieghiamo in dominio: come sceglierlo.

Cosa controllare nell’hosting

L’hosting è il server dove vive il sito. Prima di scegliere controlla backup automatici, versione di PHP supportata, posizione del data center e assistenza. Anche il contratto di hosting, come il dominio, va intestato all’azienda. I dettagli sono in hosting: cos’è e come sceglierlo.

Quali contenuti preparare prima dello sviluppo

I contenuti sono la fase che rallenta di più i progetti, quindi conviene iniziare subito:

  • testi scritti per chi compra, non per chi vende;
  • foto reali di persone, sede, lavori;
  • servizi, zone servite, orari, domande frequenti;
  • informazioni legali: ragione sociale, partita IVA, privacy.

Un consiglio pratico: raccogli tutto in una cartella condivisa prima che inizi lo sviluppo. I testi provvisori tendono a restare online molto più del previsto.

Meglio WordPress o un sito in codice?

Dipende da quanto aggiornerai il sito. Secondo W3Techs il 40,2% dei siti usa WordPress e il 31,5% non usa nessun CMS:

  • WordPress se pubblichi spesso news, articoli o prodotti;
  • codice su misura se il sito è snello e deve essere leggerissimo.

In entrambi i casi il sito deve essere responsive, accessibile e scritto con HTML semantico. Il confronto completo è in sito statico o dinamico: WordPress o codice.

Si può fare un sito da soli, gratis o con l’AI?

Sì, per partire. Costruttori online e strumenti di intelligenza artificiale generano un sito in poco tempo, anche senza spendere. Il limite è il risultato: testi generici, nessuna prova di esperienza, struttura che non porta al contatto. Per un’attività che vuole richieste di preventivo serve comunque lavoro su contenuti, SEO e base tecnica. Ne parliamo in sito web con intelligenza artificiale.

SEO di base: cosa impostare subito

La SEO di base è l’insieme di regole minime che aiutano Google a capire cosa offri e in quale zona:

  • un titolo e una descrizione unici per ogni pagina;
  • una pagina per ogni servizio importante;
  • immagini leggere con testo alternativo;
  • dati dell’attività coerenti con la scheda Google Business.

Non garantisce le prime posizioni, ma senza di essa il sito parte svantaggiato. Il resto si costruisce nel tempo, con contenuti utili e aggiornati.

Come mettere online il sito

Prima del lancio controlla cinque punti:

  1. HTTPS attivo su tutte le pagine;
  2. Google Search Console collegata e sitemap inviata;
  3. Google Analytics 4 con banner cookie a norma;
  4. privacy e cookie policy aggiornate;
  5. moduli di contatto testati, anche da smartphone.

Poi pazienza: Google spiega che alcune modifiche hanno effetto in poche ore, altre richiedono diversi mesi. Per verificare che il sito sia indicizzato basta cercare site:tuodominio.it.

Perché la manutenzione fa parte del progetto

Un sito fermo invecchia in fretta, quindi la manutenzione va prevista nel preventivo, non scoperta dopo:

  • aggiornamenti di CMS, tema e plugin, se usi WordPress;
  • backup automatici e un ripristino di prova ogni tanto;
  • controllo di Search Console per errori e pagine escluse;
  • testi, foto e offerte aggiornati con regolarità.

In sintesi

Fare un sito internet significa seguire un processo, non scegliere un template. Obiettivi chiari all’inizio e manutenzione alla fine sono i due passi che fanno la differenza. Tech To Business, web agency di Catanzaro, segue tutti e otto i passaggi per attività in Calabria: trovi il metodo nella pagina creazione di siti web in Calabria.

Domande rapide

Come creare un sito web aziendale?

Per creare un sito web aziendale si parte dagli obiettivi e dal pubblico, poi si registrano dominio e hosting intestati all’azienda, si preparano testi e foto, si sviluppa il sito con WordPress o in codice, si imposta la SEO di base, si pubblica in HTTPS e si pianifica la manutenzione.

Quanto tempo ci vuole perché un sito nuovo compaia su Google?

Non c’è un tempo fisso. Google spiega che alcune modifiche hanno effetto in poche ore, altre richiedono diversi mesi. Collegare Google Search Console e inviare la sitemap aiuta Google a scoprire più in fretta le pagine di un sito nuovo.

A chi deve essere intestato il dominio del sito?

Il dominio del sito deve essere intestato all’azienda o al titolare dell’attività, non all’agenzia. Per i domini .it il Registro considera titolare solo il Registrante: chi compare con quel ruolo è l’unico che può decidere su rinnovo e trasferimento.

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