“Quanto costa un sito?” è la domanda più frequente e anche quella con la risposta più scomoda: dipende. Non è una scappatoia commerciale, è la realtà di un lavoro in cui la stessa parola — “sito” — indica prodotti che possono differire di dieci volte nel prezzo. Vale però la pena capire da cosa dipende, perché a quel punto il preventivo si legge da soli.
Da cosa dipende davvero il prezzo
Le variabili che spostano il costo di un sito web professionale sono sempre le stesse:
- Numero di pagine e complessità della struttura. Cinque pagine istituzionali sono un lavoro diverso da un sito con schede servizio, area risorse e blog.
- Design su misura o template. Un tema già pronto e personalizzato costa meno di un’interfaccia disegnata sul brand.
- Funzionalità. Form semplice, preventivatore, area riservata, prenotazioni, e-commerce: ogni funzione è codice da scrivere e da testare.
- Contenuti. Se testi, foto e traduzioni li fornisce il cliente il prezzo scende; se li produce il fornitore, salgono ore e costo.
- Integrazioni. Collegare gestionale, CRM, sistemi di fatturazione o strumenti di marketing richiede lavoro dedicato.
Le fasce di mercato in Italia
Guardando i preventivi che circolano oggi in Italia si riconoscono alcune fasce abbastanza stabili:
- Sito vetrina (5-8 pagine): indicativamente 800-2.500 euro con un freelance, 2.000-5.000 euro con un’agenzia strutturata.
- Sito aziendale più articolato: in genere si parte da 3.500 euro e si arriva agli 8.000-10.000 euro quando entrano portali, aree riservate o web app.
- E-commerce: si parte da circa 2.500 euro per progetti piccoli su piattaforme standard, ma un negozio online professionale con catalogo, pagamenti e logistica supera facilmente i 6.500 euro e può arrivare a cifre molto più alte.
Sono ordini di grandezza, non listini: servono a capire se un preventivo è nel campo da gioco o fuori. Un sito aziendale offerto a 300 euro non è un affare, è un altro prodotto.
I costi che tornano ogni anno
Il prezzo di realizzazione è solo una parte. Ogni anno un sito ha comunque bisogno di:
- dominio, indicativamente 10-30 euro all’anno;
- hosting professionale, indicativamente 100-500 euro all’anno a seconda delle prestazioni;
- manutenzione, se il sito gira su un CMS con temi e plugin da aggiornare (ne parliamo in manutenzione sito WordPress);
- certificato SSL e backup, spesso inclusi nell’hosting ma non sempre.
Chiedere questi numeri prima di firmare evita la sorpresa più classica: sito consegnato, e dopo dodici mesi una fattura che non era stata messa in conto.
Cosa deve contenere un preventivo serio
Un preventivo utile non è un numero in fondo a una mail. Dovrebbe dire, nero su bianco:
- quante pagine e quali sezioni comprende;
- chi scrive i testi e chi fornisce le immagini;
- se il design è personalizzato o basato su un tema;
- quali ottimizzazioni tecniche sono incluse (velocità, mobile, SEO di base);
- cosa succede dopo la messa online: assistenza, aggiornamenti, formazione;
- a chi restano dominio, hosting e accessi.
L’ultimo punto è quello che pesa di più nel tempo: un sito intestato al fornitore è un sito che non puoi portare via.
Perché il prezzo più basso spesso costa di più
Il caso tipico: sito realizzato in fretta su un tema generico, senza struttura dei contenuti e senza ottimizzazione. Funziona, si vede, ma non porta richieste. Dopo un anno la spesa si ripete da capo, questa volta con il costo aggiuntivo di rifare quello che c’è già.
Il criterio giusto non è “quanto costa”, ma quanto costa in rapporto a quello che deve produrre: contatti, preventivi, vendite. Se questo numero non lo sa nessuno, il preventivo — qualunque sia — è una scommessa.
Se stai valutando un progetto, guarda anche come lavoriamo nella pagina servizi: il perimetro, i costi e i tempi li mettiamo sul tavolo prima di iniziare, non a lavoro avviato.