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Carrello abbandonato: cause, tasso medio e come ridurlo

Carrello abbandonato: il tasso medio è del 70,22% (Baymard). Le cause principali al checkout, gli interventi per ridurle e come recuperare gli ordini.

Tasso medio di abbandono del carrello del 70,22% e grafico delle cause principali al checkout secondo il Baymard Institute

Il carrello abbandonato è un acquisto iniziato e non concluso: la persona aggiunge un prodotto al carrello e lascia il negozio online senza pagare. Secondo il Baymard Institute, che ha raccolto 50 studi diversi, il tasso medio di abbandono del carrello è del 70,22% (aggiornamento settembre 2025). Su dieci persone che mettono un prodotto nel carrello, sette se ne vanno senza comprare. Molti di questi abbandoni dipendono dal checkout, e si possono ridurre.

Qual è il tasso di abbandono del carrello?

Il tasso medio documentato è del 70,22%, ma non tutti gli abbandoni sono persi. Una parte delle persone stava solo guardando, confrontando prezzi o salvando un prodotto per dopo, ed è normale. Molte altre, invece, avevano davvero intenzione di acquistare e si sono fermate per un motivo preciso. È su queste che conviene lavorare.

Perché i clienti abbandonano il carrello?

Escludendo chi stava solo curiosando, Baymard indica queste cause (risposte multiple). Accanto a ciascuna, l’intervento che la affronta:

Causa di abbandono Quota Intervento
Costi extra troppo alti (spedizione, tasse, commissioni) 40% Costi visibili prima del checkout
Consegna troppo lenta 20% Tempi di consegna chiari in scheda prodotto
Poca fiducia nel sito per inserire la carta 19% Segnali di fiducia vicino al pulsante
Obbligo di creare un account 18% Acquisto come ospite
Checkout troppo lungo o complicato 17% Meno campi, meno passaggi
Errori o crash del sito 17% Sito veloce e stabile
Politica di reso insoddisfacente 13% Resi chiari e raggiungibili
Costo totale non visibile in anticipo 12% Totale mostrato già nel carrello

Quasi nessuna riguarda il prezzo del prodotto. Riguardano il modo in cui è progettato l’acquisto, e quindi si possono correggere.

Come ridurre il carrello abbandonato: gli interventi che funzionano

Per ridurre il carrello abbandonato si parte dalle cause più frequenti, nell’ordine della tabella.

1. Mostra il costo totale prima del checkout

La sorpresa delle spese di spedizione all’ultimo passaggio è la prima causa di abbandono. Indica i costi di spedizione già nella scheda prodotto o nel carrello, e se possibile una soglia di spedizione gratuita.

2. Permetti l’acquisto come ospite

Chiedere di creare un account prima di pagare fa perdere quasi un acquirente su cinque tra chi abbandona. L’account si può proporre dopo l’ordine, con un clic.

3. Accorcia il checkout

Meno campi, compilazione automatica dell’indirizzo, un solo passaggio dove possibile. Ogni campo in più è un’occasione per rinunciare.

4. Metti la fiducia vicino al pulsante

Metodi di pagamento riconoscibili, informazioni chiare su resi e consegne, recensioni reali, contatti visibili. Il dubbio arriva nel momento in cui si inserisce la carta: è lì che servono le risposte.

5. Offri i pagamenti che le persone usano

Carta, PayPal, Apple Pay, Google Pay, bonifico. Secondo Netcomm, nel 2026 il digital wallet è il metodo di pagamento più usato negli acquisti online in Italia.

6. Rendi il sito veloce e stabile

Errori e rallentamenti fanno perdere il 17% di chi abbandona. Un checkout che si blocca da smartphone è un ordine perso. Come misurare la velocità lo spieghiamo in Core Web Vitals e velocità del sito.

Quanto si può recuperare con un checkout migliore?

Secondo le stime di Baymard, un checkout progettato meglio può aumentare il tasso di conversione fino al 35%. Per un e-commerce già attivo è spesso l’intervento con il miglior rapporto tra sforzo e risultato: non servono più visite, serve perderne meno.

Come funziona il recupero del carrello abbandonato?

Il recupero del carrello abbandonato si fa con email automatiche che ricordano a chi è uscito i prodotti lasciati nel carrello. La funzione è disponibile sia su Shopify sia su WooCommerce (le differenze tra le due piattaforme sono in Shopify o WooCommerce). Funziona meglio dopo aver sistemato il checkout: un’email riporta indietro una parte dei clienti, ma se trovano gli stessi ostacoli se ne vanno di nuovo.

In sintesi

L’abbandono del carrello non si elimina, ma si riduce. Parti dalle cause più frequenti: costi nascosti, account obbligatorio, checkout lungo, poca fiducia. Poi aggiungi le email di recupero. Per il quadro completo delle spese leggi quanto costa aprire un e-commerce. Tech To Business, web agency di Catanzaro, progetta checkout semplici e chiari per negozi online di attività in Calabria: il metodo è nella pagina e-commerce per aziende calabresi.

Domande rapide

Qual è il tasso medio di abbandono del carrello?

Secondo il Baymard Institute, che ha messo insieme 50 studi diversi (aggiornamento settembre 2025), il tasso medio documentato di abbandono del carrello è del 70,22%. Significa che circa sette persone su dieci aggiungono un prodotto al carrello e lasciano il negozio online senza completare l’acquisto.

Qual è la causa principale dell’abbandono del carrello?

La causa principale dell’abbandono del carrello sono i costi extra troppo alti, come spedizione, tasse e commissioni scoperti solo al checkout. Secondo il Baymard Institute li indica il 40% di chi abbandona, escludendo chi stava solo guardando. Mostrare il costo totale già nella scheda prodotto riduce il problema.

Come funziona il recupero del carrello abbandonato?

Il recupero del carrello abbandonato avviene con email automatiche inviate a chi ha lasciato prodotti nel carrello, una funzione disponibile su Shopify e WooCommerce. Prima conviene però ridurre gli abbandoni intervenendo sul checkout: costi visibili subito, acquisto come ospite, meno campi da compilare e metodi di pagamento riconoscibili.

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