Quanto costa aprire un ecommerce dipende da due gruppi di voci: i costi iniziali, che paghi una volta per andare online (progetto, catalogo, pagamenti, informative), e i costi ricorrenti, che tornano ogni mese o ogni anno (piattaforma, commissioni, app, marketing). Il progetto cambia da negozio a negozio, ma le voci sono sempre le stesse. Conoscerle è il modo più semplice per leggere un preventivo senza sorprese.
Quanto vale l’e-commerce in Italia nel 2026?
Il mercato cresce, ma le imprese che vendono online diminuiscono. Secondo Netcomm e l’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano (maggio 2026), nel 2026 gli acquisti online degli italiani valgono 66,6 miliardi di euro, il 6% in più rispetto al 2025, con 35 milioni di consumatori digitali. Nello stesso periodo le aziende attive nell’e-commerce scendono a 87.000 (−4,4%), e oltre il 90% sono micro e piccole imprese.
Non tutti restano online. Uno dei motivi più comuni è aver guardato solo al costo di partenza.
Quali sono i costi iniziali di un e-commerce?
I costi iniziali sono le voci che paghi una volta per mettere online il negozio:
- Progetto e design. Struttura del catalogo, pagine prodotto, carrello, checkout, pagine informative. Un tema personalizzato costa meno di un design su misura.
- Caricamento del catalogo. Foto, descrizioni, varianti (taglie, colori), prezzi e disponibilità. Con molti prodotti è una delle voci più pesanti.
- Pagamenti e spedizioni. Configurazione di carta, PayPal, Apple Pay o bonifico, corrieri, tariffe e zone di spedizione.
- IVA e informative. Fatturazione, termini di vendita, privacy, cookie, diritto di recesso, politica di reso.
- Formazione. Imparare a gestire ordini, prodotti e resi in autonomia.
Un esempio frequente: un negozio di Catanzaro o di Lamezia Terme che vende già in sede ha spesso prodotti e prezzi solo nel gestionale o sugli scaffali. Fotografare e descrivere il catalogo è la prima voce da mettere in conto, prima ancora della piattaforma.
Quanto costa mantenere un ecommerce ogni anno?
I costi ricorrenti sono le voci che tornano ogni mese o ogni anno, ed è qui che si gioca la sostenibilità del negozio:
- Canone della piattaforma. Su Shopify il piano Basic costa 29 euro al mese con fatturazione annuale, 39 euro con quella mensile (listino Italia, settembre 2026). WooCommerce è gratuito come plugin, ma servono hosting e manutenzione.
- Commissioni sui pagamenti. Si pagano a ogni ordine. Su Shopify, senza Shopify Payments, si aggiunge il 2% sul piano Basic.
- Dominio, app ed estensioni. Recensioni, filtri, fatturazione, recupero carrelli: molte funzioni sono a canone.
- Marketing. Un negozio online senza traffico non vende. Campagne, social, email e SEO vanno messi a budget fin dall’inizio.
Anche la conversione è un costo nascosto: ogni carrello lasciato a metà è traffico pagato e non incassato. Le cause più comuni e come ridurle sono in carrello abbandonato: cause e soluzioni.
Quanto costa aprire un ecommerce con Shopify, WooCommerce o su misura?
La piattaforma non cambia le voci, cambia come si dividono tra costi iniziali e ricorrenti:
| Aspetto | Shopify | WooCommerce | Su misura |
|---|---|---|---|
| Costo iniziale | Contenuto, con tema personalizzato | Contenuto, con tema personalizzato | Più alto |
| Costi ricorrenti | Canone fisso + app + eventuali commissioni | Hosting + estensioni + manutenzione | Hosting + manutenzione dello sviluppo |
| Manutenzione tecnica | Gestita dalla piattaforma | A carico di chi gestisce il sito | A carico di chi gestisce il sito |
| Adatto a | Partire in fretta | Chi ha già WordPress o vuole personalizzare | Cataloghi e integrazioni complessi |
Shopify ha canoni fissi ma zero manutenzione tecnica; WooCommerce ha costi di piattaforma più bassi ma richiede aggiornamenti e sicurezza; un progetto su misura costa di più all’inizio ma si adatta a cataloghi e integrazioni complessi. Il confronto completo tra le prime due è in Shopify o WooCommerce.
Come leggere un preventivo e-commerce: le due domande da fare
Un preventivo e-commerce chiaro separa sempre due numeri. Chiedili entrambi:
- il totale iniziale per andare online;
- il totale annuo per mantenere il negozio, tra canoni, commissioni stimate, app e manutenzione.
Il secondo numero è quello che manca più spesso, ed è quello che decide se, con i margini reali dei tuoi prodotti, il progetto sta in piedi. Lo stesso calcolo vale per i canali esterni: se pensi di affiancare un marketplace social, leggi TikTok Shop in Italia: conviene?, dove commissioni e scontrino medio cambiano molto i conti.
Se vuoi capire come gli assistenti AI stanno cambiando il modo in cui i clienti scelgono e comprano, leggi cos’è l’agentic commerce.
In sintesi
Aprire un e-commerce non costa “tanto” o “poco”: costa quanto le voci che servono al tuo catalogo e ai tuoi obiettivi. Separare costi iniziali e ricorrenti è il modo più semplice per decidere con i numeri. Tech To Business, web agency di Catanzaro, progetta negozi online per attività in Calabria: trovi come lavoriamo nella pagina dedicata all’e-commerce per aziende calabresi.